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19 dicembre 2013
Pussy Riot

Pussy Riot: rilascio imminente per la band Russa

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Le componenti delle Pussy Riot, punk band russa da mesi sulle pagine dei giornali di tutto il mondo per il loro arresto dovuto ad una manifestazione in una Chiesa Ortodossa, sono pronte ad uscire di prigione. Il rilascio è stato predisposto grazie all’Anniversario della Costituzione Russa post-Sovietica.

La liberazione delle due donne, entrambe madri di bambini piccoli, avverrebbe quindi con quattro mesi d’anticipo.

La mossa segue una rapida serie di sviluppi iniziati la scorsa settimana, partendo da una decisione formale da parte della Corte Suprema della Russia che ha ritenuto illegali le condanne di due anni imposte nel mese di agosto dello scorso anno dal Tribunale di Mosca.

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato l’amnistia, che gli osservatori vedono come un tentativo di calmare i critici dei diritti umani in vista delle Olimpiadi Invernali che si terranno in Russia all’inizio del prossimo anno.

La Corte Superiore del Paese ha contestato al Tribunale si Mosca il fatto di non aver preso in considerazione il fatto che entrambe le componenti delle Pussy Riot fossero madri, alla prima condanna e che non avevano commesso un crimine violento. Come gesto per rimarcare i due decenni della nuova Costituzione, Putin ha annunciato un disegno di legge che prevede l’amnistia verso le persone condannate per crimini non violenti.

I legislatori russi hanno votato ieri, Mercoledì 18 Dicembre, all’unanimità (446 a 0) a favore dell’amnistia. Il disegno di legge può entrare in vigore già a partire Giovedì. La situazione delle donne è stata al centro di proteste e appelli internazionali, con personaggi dello show business che si sono fatti portavoce, tra cui Paul McCartney e Madonna.

La liberazione delle due componenti delle Pussy Riot, secondo i funzionari della prigione di Krasnoyarsk, in Siberia, dove è detenuta Nadezhda Tolokonnikova, e Nizhny Novgorod, dove si trova Maria Alyokhina, è prevista per oggi. Il marito della Tolokinnokova, Pyotr Verzilov, ha detto ieri su Twitter che alle donne era stata promessa la libertà «Subito e senza ritardi burocratici, probabilmente domani».

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