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28 novembre 2013
Intervista Amorphis: Jan Rechberger

Intervista Amorphis: Jan Rechberger

Il 7 novembre abbiamo avuto il piacere di ospitare ai microfoni di UnderRadioRock.com il batterista degli Amorphis Jan Rechberger. Alla vigilia del tour europeo di supporto a “Circle“, il nuovo album della metal band finlandese, il drummer si è prestato per quattro chiacchiere sul nuovo lavoro. Per noi, ogni volta è come se fosse la prima: un po’ per l’emozione e un po’ per gli inconvenienti tecnici che – immancabilmente – ci si parano davanti. Per fortuna, però, i fili che scompaiono e microfoni che impazziscono non sono per noi un deterrente, ma anzi un motivo in più per cercare di metterci in contatto con la Finlandia e con il batterista degli Amorphis. Cosa regolarmente avvenuta: motivo per il quale vi riportiamo il discorso in due modalità: la prima è quella audio originale, andata in onda in radio durante Impact. La seconda è testuale e tradotta in italiano. Buon ascolto & lettura!

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UnderRadioRock.com: Benvenuti su UnderRadioRock.com. Sono in linea con mr Jan Rechberger, dagli Amorphis? Siete alla vigilia di un tour europeo che comprende 36 date, vero?
Jan Rechberger: Sì il tour comincia domani – Martedì 5/11 – in Germania, a Colonia, e saremo in giro fino all’8 dicembre. Tante date in poco tempo. Sarà un tour pazzesco, di sicuro!

UnderRadioRock.com: Di queste 36 date, qual è la più elettrizzante secondo te?
Jan Rechberger: Beh, è dura sceglierne una! Di solito troviamo un bel pubblico ovunque: è dura fare una scelta come questa. Abbiamo già suonato in molti di questi posti in passato, ed è stato bello ogni volta. Mi aspetto quindi che tutte siano elettrizzanti allo stesso modo. Magari non soddisfa la domanda, però… Dai, visto che voi chiamate dall’Italia, diciamo Milano!

UnderRadioRock.com: Sì, sarete qui il 26 novembre… Bene, sappiamo che l’Europa ama gli Amorphis, ma abbiamo letto su Twitter che anche in Nord America avete molti fan. E c’è addirittura una superstar della NHL… Non so se lo conosci: il suo nome è Tuska RASK… Forse è il fan numero uno. Pensa che continua a dire “Ascoltate gli Amorphis!”… Come ci si sente ad essere gli idoli di una star dell’hockey?
Jan Rechberger: Beh è una figata! Ci si sente bene! Sai: noi suoniamo per i fan… Prima di tutto per noi e poi, ovviamente, per i fan. Quindi ci si sente bene se la musica arriva al cuore e la gente la apprezza.

UnderRadioRock.com: Sì, lui gioca nei Boston Bruins… Bene, prima di passare all’analisi di Circle parliamo un attimo del vostro passato. Avete appena pubblicato l’edizione in vinile del vostro EP Privilege Of Evil. Questo per il suo ventennale, visto che è del ’93. Tu sei uno dei membri di quella line up che ancora oggi è nella band. Bene, come sono cambiati gli Amorphis in questi 20 anni?
Jan Rechberger: Sono cambiati un sacco. Se ascolti i vecchi dischi si nota moltissimo, perché siamo partiti con un death metal più brutale, poi lo stile si è evoluto durante tutti questi anni. Inoltre c’è anche stato un periodo di 9 anni in cui io non ero nella band, quando alla voce c’era Pasi Koskinen, con Pekka Kasari che suonava la batteria…

UnderRadioRock.com: Sei tornato con il disco “Far from The Sun”, giusto?
Jan Rechberger: Esatto. Con Elegy si era andati verso il progressive metal. Con Tuonela prima e Far From The Sun dopo, ci si è diretti invece verso un sound più hard rock. Poi Tomi Joutsen si è unito alla band e, con lui in formazione, abbiamo iniziato a combinare tutti questi elementi. Tutto si è evoluto seguendo questa strada fino a Circle. Siamo cambiati un sacco, ma ora stiamo cercando mantenere gli elementi del passato e di sperimentare anche qualcosa di nuovo. Credo che continueremo a cambiare di volta in volta, per cui… Penso che tra cinque anni dovrò di nuovo risponderti a quessta domanda.

UnderRadioRock.com: E il ragazzo ha una voce della madonna.
Jan Rechberger: Sì, sì, è vero…

UnderRadioRock.com: Parliamo ora di Circle. Avete sempre scritto concept sul Kalevala, il poema nazionale finlandese. Ultimamente, invece, vi siete discostati dall’argomento… Puoi raccontarci qualcosa sulle tematiche di Circle?
Jan Rechberger: Well, è una storia di sopravvivenza, in pratica. Racconta di un ragazzo che ne ha passate tante… Sai, è un racconto scritto da Pekka Kainulainen (chitarrista), sicuramente molto influenzato dal Kalevala ovviamente. E’ il viaggio di un uomo che, a seguito di un incidente, trova la sua strada verso la sopravvivenza grazie a una guida spirituale. In una storia come questa tutti possono rispecchiarsi, perché ognuno di noi può trovare dei piccoli riferimenti alla propria esperienza personale… E’ una vicenda davvero universale. Io consiglio quindi a tutti di leggere i testi e di darne la propria interpretazione. E’ anche tutto quello che posso dirvi in merito. Perché, a essere onesti, non sono io l’autore delle lyrics… Quindi i riferimenti più profondi dovresti chiederli a Pekka. Ma leggendo i testi ed esplorando il concept, ti renderai conto da solo di quello che ti sto dicendo. Quindi, ricapitolando: è la storia di sopravvivenza legata a una guida spirituale e a come si possa arrivare alla guarigione. A come si possa arrivare a essere un tutt’uno e a chiudere il cerchio della propria vita. Di qui Circle, il titolo dell’album.

UnderRadioRock.com: Circle mantiene la raffinatezza tipica degli Amorphis in arrangiamenti e armonie, ma suona molto più duro rispetto al recente passato (Silent Waters e Eclipse per farti due esempi). Ecco, è una scelta, oppure è la naturale evoluzione del sound?
Jan Rechberger: Penso che ci possa essere del vero in tutte e due le cose, in realtà. Anche perché per Circle ci siamo affidati a un nuovo produttore: abbiamo lavorato con Peter Tätgren; di sicuro volevamo fare qualcosa di diverso. Non ci piace ripeterci e, avendo realizzato gli ultimi 4 album con la stessa metologia e con gli stessi tecnici del suono, iniziava a subentrare un po’ di noia. Abbiamo quindi pensato di cambiare: abbiamo scelto un altro studio, registrato molte tracce da noi e con Peter. Ne è venuto fuori un album più pesante, e ritengo che un po’ dipenda da lui. In ogni caso è scaturito fuori naturalmente: sai, in genere non pianifichiamo come debba suonare il risultato finale. Non crediamo in questo metodo. Ci limitiamo a vedere cosa ne esce naturalmente… Anche in questo caso abbiamo operato così.

UnderRadioRock.com: Passando alla prossima domanda: ho letto che vi siete esiliati. Che vi siete rinchiusi in una casa di campagna per registrare questo disco… come mai?
Jan Rechberger: Sì, non è proprio del tutto così. Ma, come ti ho anticipato prima, abbiamo un po’ rivisto il nostro modus operandi. In genere rimanevamo a Helsinki perché poi ognuno di noi aveva le sue questioni a casa e cose del genere. Per Circle ci siamo sposatati per qualche tempo in campagna, così da concentrarci per bene sull’album: abbiamo registrato solo le parti di batteria lì in campagna, poi siamo ritornati in città e nel nostro studio, per incidere le parti di chitarra, basso, tastiere, voci e tutto il resto. Peter ha infine mixato il tutto nel suo studio in Svezia. Abbiamo fatto tutto in quattro studi differenti ed è stato più interessante. Ci ha dato quel tocco di ispirazione in più.

UnderRadioRock.com: Con Silent Waters, è iniziato il vostro sodalizio- protratto fino a oggi – con il designer Pekka Kainulainen: puoi raccontarci qualcosa di quest’artista? Realizza anche sculture, ho visto…
Jan Rechberger: Sì, è un artista completo. E’ un genio nel suo modo di realizzare fotomontaggi, statue, poesie, montaggi video: fa di tutto. È un grande paroliere! E’ stato lui ad adattare il Kalevala per noi, in Silent Waters, in Skyforger e anche in The Beginning of Times. Così abbiamo scelto di lavorarci anche in Circle, ma non volevamo attingere nulla di particolare dal Kalevala, e quindi ha scritto di suo pugno la storia che sta dietro a Circle. La speranza è quella di potere lavorare ancora con lui in futuro, perché è davvero un genio.

UnderRadioRock.com: Beh, le copertine sono spettacolari. Quindi sì, è un grande artista. Noi di UnderRadioRock.com amiamo particolarmente questi due brani: Mission e Narrow Path. In particolar modo la seconda, molto Amorphis Style. Puoi raccontarci qualcosa su questa doppietta di canzoni?
Jan Rechberger: Beh sì! Come hai detto tu stesso, sono tutte e due canzoni Amorphis style. E credo che Mission sarà il nostro prossimo singolo…

UnderRadioRock.com: Woooo abbiamo un spoiler qui!
Jan Rechberger: Sì, spero di poterla aggiungere nel nostro live set per il prossimo tour: quello che si snoderà tra Australia, Cina, Giappone, insomma in Asia. Non ce l’abbiamo fatta per quello Europeo, ma speriamo di esserne in grado per quello successivo, appunto. Quindi sì: sarà il nuovo singolo! Ha in pratica tutto quello che in genere facciamo. Voglio dire: melodie catchy, catch beats e ritornelli accattivanti. Rappresenta il nostro modo di fare musica, in genere “ce ne usciamo con canzoni di questo tipo” …. Anche Narrow Path è molto folk style, negli arrangiamenti… E’ il nostro modo di fare musica, ed è una delle tracce più potenti e al tempo stesso emotive del lotto.

UnderRadioRock.com: Ultima domanda e poi abbiamo finito. Parliamo di colui che ha prodotto questo album: Mr. Peter Tätgren non solo è tra i migliori, ma è proprio il gold standard della categoria L’avete scelto “solo” perché è il migliore, o perché volevate raggiungere un obiettivo preciso, musicalmente? E se si, qual era?
Jan Rechberger: Questa è una bella domanda perché sai: siamo tutti grandi amici di Peter; lo conosciamo da 16 anni o qualcosa del genere… Abbiamo fatto diversi tour insieme… Conoscevamo le sue qualità e abbiamo seguito la sua carriera di produttore con interesse, negli anni.

UnderRadioRock.com: Ha lavorato su molti dischi ultimamente, credo anche con i Children of Bodom. Ha prodotto un sacco di dischi della scena scandinava…
Jan Rechberger: Sì, sta producendo centinaia di dischi. Per anni abbiamo continuato a parlarne, ogni volta che ci si incrociava in tour e festival. Ci siamo sempre detti che avremmo dovuto fare qualcosa insieme. Ora è successo per la prima volta, visto che i nostri impegni coincidevano… Finalmente abbiamo potuto lavorare insieme. È stato bello, siamo grandi amici e oltre a questo, sa sempre quale decisione prendere e ha sempre grandi idee per le canzoni, gli arrangiamenti e le melodie. Volevamo avere un opinione esterna: prima lavoravamo noi stessi alla produzione, questa volta ci siamo affidati a una persona che ci ha guidato sotto tutti gli aspetti del progetto. Guarda: non so se sia il migliore, perché non so se effettivamente esista un migliore rispetto agli altri, ma ritengo che abbiamo fatto una buona scelta e spero che potremo ripetere la cosa in futuro.

UnderRadioRock.com: Sì io ho detto che è il migliore perché sono un fan dei Pain e apprezzo molto il suo lavoro.
Jan Rechberger: Sì, sì ho capito che intendi… Ovviamente è un ragazzo pieno di talento ed è un gran produttore. E’ anche la ragione per cui l’abbiamo scelto, oltre al fatto che è un buon amico e che era tanto tempo che volevamo fare un album insieme, ora è finalmente successo e ne siamo tutti molto, molto felici.

UnderRadioRock.com: Ok! Abbiamo finito con le domande! Sei stato molto carino, ti lascio l’ultima parola per fare un saluto ai nostri ascoltatori!
Jan Rechberger: OK… STAY TRUE! Stay metal! Spero di vedervi presto tutti a Milano il 26 di novembre. Che ci siate tutti e che sia un grande show. Una serata indimenticabile insieme… Niente, spero di vedervi a Milano!

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