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08 settembre 2015

I 10 concept album metal più avvincenti

Concept Album: spesso avvincenti ed emozionanti, altre volte troppo prolissi e noiosi. Questo si pensa solitamente riguardo questo tipo particolare di full-leght, quei dischi in cui tutte le tracce si legano in un unico argomento formando una storia o trattando un tema in particolare. Trasversali ad ogni modalità di musica composta, alcuni concept album sonovere e proprie pietre miliari della stria del metal, in particolar modo se si esplorano i meandri del Progressive. Ma quali sono i più belli tra questi? Beh, possiamo dire che ce ne sono davvero tanti, ed ognuno ha il suo preferito, in ogni caso UnderRadioRock.com ne propone 10 che secondo i nostri punti di vista sono davvero imprescindibili. Detto questo, in marcia…

Blind Guardian - Nightfall In The Middle EarthBlind Guardian
“Nightfall In The Middle Earth” (1998)

Che i bardi tedeschi fossero amanti del fantasy e delle opere di J.R.R. Tolkien lo si sapeva. Ma in questo disco l’amore viscerale per questo autore viene fuori in maniera totale. L’intera opera è incentrata sul Sillmarillon in maniera accurata e minuziosa, niente è lasciato al caso. Considerato uno dei dischi di punta dell’ intero panorama power-metal, è senza dubbio l’apice della carriera delle Sentinelle Cieche. Da non perdere.

Dream Theater - Metropolis pt. II: Scenes From A MemoryDream Theater
“Metropolis pt. II: Scenes From A Memory” (1999)

Uno dei masterpiece nella discografia dei Dream Theater, questo album ha fatto letteralmente impazzire e sognare orde di fans. In “Images And Words” del 1992 viene pubblicata la song “Metropolis pt. 1: The Miracle And The Sleeper”. Dal punto di vista delle composizioni, questo disco rappresenta il seguito naturale di quella canzone e le liriche lo rendono un vero e proprio concept album. La vicenda narrata è quella di un uomo di nome Nicholas, il quale sotto ipnosi regressiva scopre che la causa dei suoi incubi si trova nella sua vita passata e in particolar modo nel suo vissuto passionale con una certa Victoria Page. Premiato dalla rivista Rolling Stone nel 2012 come miglior album prog di tutti i tempi, non si può di certo ignorare. Si può solo godere della sua complessità e magnificenza.

Iron Maiden - Seventh Son Of A Seventh SonIron Maiden
“Seventh Son Of A Seventh Son” (1988)

Il settimo lavoro degli Iron Maiden è anche il loro unico concept album. Tutti i brani sono legati tra loro da un filo conduttore che tratta tematiche quali la lotta tra bene e male, misticismo, visioni profetiche, reincarnazione ed aldilà. Questo attraverso la nascita, le opere e la morte di un profeta. Musicalmente è un micidiale mix tra heavy-metal e sonorità vicine al rock progressivo, che all’epoca fece storcere il naso a moltissimi fans della band inglese, ma che a ben vedere ora è considerato (e a ragione) una delle gemme assolute nella gloriosa discografia degli inglesi.

Nevermore - Dreaming Neon BlackNevermore
“Dreaming Neon Black” (1999)

Dreaming Neon Black” è il terzo album dei Nevermore ed è anche decisamente la loro opera più cupa e disperata. A partire dal tema portante, particolarmente delicato: la storia di un uomo che deve affrontare tremendi struggimenti interiori a seguito del suicidio della propria amata. La vicenda prende fortemente spunto dal vissuto autobiografico del cantante Warrel Dane. Adatto per tutti gli amanti delle sonorità Thrash complesse e claustrofobiche. Brillante e strumentalmente perfetto!

Opeth - Still LifeOpeth
“Still Life” (1999)

Questa superba band svedese non si è mai risparmiata in termini di capacità tecniche, complessità esecutiva e tematiche profonde. Combinando in maniera magistrale il sound death metal scandinavo a interessantissime iniezioni di rock e metal progressivo. “Still Life” è tutto questo, uno splendido tappeto sonoro su cui si stende l’avventura di un uomo che dopo un lungo esilio torna nel suo luogo d’origine per ritrovare Melinda, la donna della sua vita. Disco assolutamente intenso, avvincente, potente e romantico al tempo stesso.

Pain Of Salvation - Remedy LanePain Of Salvation
“Remedy Lane” (2002)

I Pain Of Salvation sono dei veri e propri maestri nell’arte di creare dei concept album di assoluta bellezza. Partendo da “Entropia” fino all’ambizioso “Be” la band di Daniel Gildenlow ha sfornato dischi di qualità elevatissima trattando le tematiche più svariate. Se proprio devo sceglierne uno, punto tutto su “Remedy Lane”. Esso è incentrato sulle riflessioni di un uomo sull’amore (tratte da episodi della vita di Gildenlow), tramite il ricordo dei momenti cruciali della sua vita: il primo amore, la perdita di un figlio, il suicidio di un amico, la sua nuova compagna. Il raffiorare dei momenti dolorosi e la ricerca di un rimedio a tutto questo, una via di scampo. Musicalmente vario, intricato ed emozionante come pochi lavori sanno essere. Il disco della consacrazione per il combo svedese.

Queensrÿche - Operation: MindcrimeQueensrÿche
“Operation: Mindcrime” (1988)

Considerato (giustamente) uno dei migliori dischi heavy-metal in assoluto. Qui la band di Seattle compone una pietra miliare che sarà presa come ispirazione da svariati gruppi a venire. Tutte le tracce sono stupende ed è impossibile annoiarsi data la suprema qualità della proposta musicale, supportata dalla mostruosa prova vocale dell’ugola d’oro Geoff Tate. Concept album micidiale e al tempo innovativo: in un futuro imprecisato, un’organizzazione compie il lavaggio del cervello ad un ragazzo per potergli affidare missioni qualificabili come veri e propri delitti politici. In seguito all’omicidio di una suora che amava, pur pagando con la prigione torna ad essere sè stesso. Da tramandare ai posteri. Un Must.

Amorphis - SkyforgerAmorphis
“Skyforger” (2009)

Nona fatica del sestetto finlandese, “Skyforger” chiude in crescendo la trilogia di album dedicati al Kalevala, il poema nazionale finnico. Profondo, epico e sognante, basato sulle gesta del mitico fabbro Illmarinen, capace di gesta prodigiose tra le quali la creazione del Sampo (mulino magico capace di dispensare infinita ricchezza e prosperità) e la forgiatura della volta celeste. Un disco capace di soddisfare i metallers più disparati, grazie alla varietà della proposta sonora che spazia dal death metal, al gothic, passando dal progressive al metallo classico ad alto impatto.

Savatage - StreetsSavatage
“Streets – A Rock Opera” (1991)

Uno dei capolavori incredibili creati dalla band di Jon e Criss Oliva. “Streets” è innanzi tutto un’opera rock a 360° pur contenendo robuste tracce di metal pregiatissimo. Vi si narra la storia di D.T. Jesus, spacciatore di New York che diventa un chitarrista di successo per poi cadere in rovina per colpa della stessa merce che vendeva anni prima. Solo la redenzione finale potrà salvarlo da una morte certa. Concepito come un’opera teatrale, ascoltato una volta non potrete più farne a meno anche grazie a Believe, una delle ballad più belle che siano mai state composte.

Tool - LateralusTool
“Lateralus” (2001)

Per finire come non citare i particolarissimi Tool, che con questo disco hanno lasciato non pochi addetti ai lavori letteralmente di stucco. Etichettarlo come prog-metal è decisamente riduttivo, possiamo però definirlo un’immenso e magistrale esempio di metal moderno. Il contenuto dell’album è piuttosto complesso e in una traccia si passa addirittura per la sequenza di Fibonacci fatta in musica. A grandi linee si parla comunque del percorso interiore di un uomo in bilico tra bene e male. Passando per momenti di rabbia e delusione giunge, dopo una netta presa di coscienza, alla visione totale delle cose e quindi all’Illuminazione. Un album che anche tra vent’anni suonerà ancora avanti. Genialità allo stato puro.

Articolo a cura di Luca “Chiodo” Pace

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