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19 febbraio 2014
Buckcherry - Stevie D

Buckcherry: intervista a Stevie D (audio)

Il 17 novembre i Buckcherry hanno fatto visita a Milano. Dopo essere passati prima da Treviso e poi da Bologna, la band di Stevie D ha anche calcato il suolo lombardo, ma la notizia non è nemmeno questa: dopo 14 anni di assenza dall’Italia, l’hard rock band americana è tornata sul suolo tricolore. Noi di UnderRadioRock.com abbiamo avuto il privilegio di scambiare quattro chiacchiere proprio con Stevie D in occasione della data Milanese. Intervista che potrete leggere tradotta in Italiano qui sotto, e ascoltare in formato audio tramite l’embed di YouTube sottostante. Il tutto è stato possibile grazie alla nostra Annalee.

UnderRadioRock.com: Oggi per i fan dei Buckcherry è una data “storica”; dopo ben 14 anni di assenza dall’Italia, rieccovi qui: come mai è passato così tanto tempo dalla vostra ultima calata in Italia

Stevie D: Beh, è passato un bel po’! L’ultima volta che siamo stati qui è stato con i Kiss, nel 2000, poi la band si è sciolta e nel 2005 è tornata insieme. Non so esattamente perché, è un po’ una questione di management: non abbiamo più avuto un agente in grado di mettere insieme una serie di date che includesse anche l’Italia; era dal 2007 che volevamo venire, ma nn ce l’abbiamo fatta… Ma siamo felici di essere tornati: l’audience è fantastica!

UnderRadioRock.com: Il  tema dei 7 peccati capitali ha a che fare con un’inquadratura più spinta su quello che è sempre stato il vostro stile trasgressivo, oppure è stata la classica fase di arrivo a una maturazione tale del tipo “non ho niente da nascondere, nel bene e nel male, eccovelo”?

Stevie D: Confessions proviene ovviamente da quelli che sono stati gli album che lo hanno preceduto: è una progressione naturale del nostro sound. E’ un po’ più heavy. Il fatto che il tema sia oscuro ha a che fare con cose che sono successe a Josh nell’adolescenza, come il suicidio del padre e a come l’ha affrontato, e come la cosa lo abbia un po’ indotto a fare il giro dei 7 vizi capitali e come li ha affrontati; è stata tuttavia una grande sfida per tutti noi arrivare a scrivere canzoni che corrispondessero al sentimento (credo musicale, ndr) di ciò che voleva dire: tutti noi scriviamo i brani e Josh è il paroliere, specialmente Keith, che ha prodotto l’album, e sia lui come produttore – che noi – abbiamo dovuto fare un salto di livello per fare in modo che quest’album fosse un successo.

UnderRadioRock.com: Quale peccato ti rappresenta di più? Il mio è la golosità…

Stevie D: Anche per me ehm… Ho avuto un sacco di problemi con droghe e alcol, finalmente li ho superati… E’ sempre difficile smettere quando ti godi un qualcosa così tanto, anche quando ti sta uccidendo…

UnderRadioRock.com: Le struggenti Sloth e Pride si distinguono per la loro particolarità, sia a livello di liriche sia sul piano strumentale. Puoi spiegarci in che modo sei riuscito a fare convivere i tuoi assoli con arricchimenti strumentali insoliti per la band, come violini e pianoforti?

Stevie D: Ok… Il processo di scrittura è diverso per ogni brano: il più delle volte Keith e Josh cominciano con il portare lo scheletro del brano, e poi ognuno di noi ci mette la sua personalità per dare un volto alla canzone. A volte sono io a portare un riff, a volte Jimmy Ashhurst. E per ciò che riguarda gli assoli miei e di Keith, in genere uno dei due dice “Ok, questo lo sento più vicino, più mio”. Sarà lui a farlo, e qualche volta scriviamo anche un assolo insieme… Ecco come vengono fuori le doble leads: lui fa quello principale che fa da “letto”, poi io lo imparo e ne scrivo uno che si armonizzi sopra. Sai, non è che ci sia un set, facciamo ciò che ci sembra giusto.

UnderRadioRock.com: Ho letto che Pride è un omaggio a Jim Morrison: cosa accomuna il Buckcherry style al modo di scrivere musica che avevano i The Doors?

Stevie D: Ehm… Io non so come scrivessero i Doors, l’unica connessione che mi viene in mente con loro è il mondo della California, ma non so se scriviamo in un modo simile a loro: sono un grande fan di Jim Morrison! Sai, faremo uno show con Robby Krieger (chitarrista dei Doors) a gennaio al Whiskey a Go GO, famoso locale di L.A. .

UnderRadioRock.com: Secondo alcuni l’attitudine rock è tramontata con il finire degli anni ’80: come rispondete quindi alle provocazioni di chi descrive voi – e ogni altro gruppo sleaze/hard rock – come una pallida imitazione di band storiche quali Mötley Crüe e Guns N’ Roses?

Stevie D: Beh, è un onore essere menzionati nella stessa frase con anche solo una di queste band. Sicuramente i Motley e i Guns N’ Roses hanno avuto un enorme successo in tutto il mondo con le loro canzoni e il loro testamento vivrà davvero a lungo. Penso che ci abbiano influenzati; ci hanno fatto diventare molto simili a loro, ed è per il rispetto che proviamo nei loro confronti che li tributiamo a tratti. Siamo tutti della scena di Los Angeles, quindi penso che sì: abbiamo delle similarità con loro, ma abbiamo un suono unico sia noi e sia loro. Io li rispetto tantissimo, abbiamo anche fatto tour assieme, con entrambi.

UnderRadioRock.com: Ora siete in tour con gli Hardcore Superstar: com’è nata l’idea e a chi è venuta? In futuro potrebbe esserci una collaborazione tra voi, magari anche solo su una canzone?

Stevie D: Penso che scrivere una canzone con loro sarebbe uno spasso. Ritengo che gran parte del pubblico nostro e loro sia composto dalle stesse persone. Non so come sia nato il tour insieme, ma di sicuro ha senso… Basti vedere la reazione del pubblico! Questo è probabilmente, festival a parte, il tuor europeo più di successo che abbiamo mai fatto.

UnderRadioRock.com: Qual è la cosa più assurda che vi è capitata in questo tour?

Stevie D: Ah ah ah, non so se ce ne sia stata già una. Per ora non ho ancora visto ragazze nude correre per il backstage o motociclette gettate in piscina. Nulla di tutto ciò ancora, ma sono fiducioso..

UnderRadioRock.com: Ti aspetti un qualcosa eh…

Stevie D: Sai, non penso che nessuno si sia ancora ubriacato abbastanza…

UnderRadioRock.com: Quali sono i vostri piani per il futuro?

Stevie D: A dicembre, proprio dopo questo tour, andremo in Australia con gli Steel Panther. Poi tutti a casa per una pausa-vacanze. A gennaio-febbraio saremo in tour in Canada. Con nuova musica sempre in canna!

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