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19 settembre 2015
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Bruce Dickinson: «”Iron Maiden” è un album pessimo!»

Dopo l’uscita del loro ultimo album in Studio, gli Iron Maiden sono un fiume in piena e non passa giorno che qualche componente della band non rilasci qualche dichiarazione; uno dei più gettonati è ovviamente il singer Bruce Dickinson, il quale in queste settimane sta rilasciando interviste a desta e manca. Questa volta Bruce è intervenuto sull’argomento “Iron Maidenprimo disco della band uscito ormai nel lontanissimo 1980; da sempre questo lavoro ha diviso le opinioni degli appassionati di metal: c’è chi lo definisce un capolavoro e chi lo stronca senza se e senza ma per colpa del suo suono grezzo, acerbo e decisamente poco curato.

Lo stesso Steve Harris, pur riconoscendo il grande valore storico di quel suo primo disco, lo definisce come un album non riuscito alla perfezione. Ma cosa ne pensa Bruce Dickinson di “Iron Maiden? Il suo dovrebbe essere un parere super partes in quanto ancora non faceva parte del gruppo, il ruolo di cantante era ben saldo nelle mani di Paul Di Anno:

«”Iron Maiden” suona una “merda”! Questo per colpa di quel refrain che molti hanno definito “punk”, ma il gruppo non ha mai amato questo genere, chiedete a Steve e troverete conferma. Questo sound grezzo è causato dalla produzione pessima, il gruppo lo ha sempre odiato ed ancora ora Harris quando lo sente si tappa le orecchie, lo ha dichiarato più e più volte per cui quello che dico ora non può essere una novità. Nessuno allora, ne Dave Murray ne Steve Harris si sarebbe definito “punk”, forse Paul un pochino aveva quell’attitudine: gli Iron Maiden non sono mai stati una “punk band”

Bruce Dickinson continua: «Già con “Killers” e con una produzione più adeguata, si possono sentire le caratteristiche sonore del gruppo, canzoni come “Murders in The Roue Morgue“, “Prodigal son” o “Twilight Zone” possiedono quei clichè, seppur acerbi, che hanno poi contraddistinto il nostro sound nell’avvenire. Nel secondo album sentite caratteristice “punk”? No, perchè non c’è ne sono e perchè nessuno ha mai pensato di doverle inserire».

Bruce Dickinson ormai lo consociamo bene, è una persona ed un artista davvero inarrestabile; nulla lo piega e nemmeno il recente tumore è riuscito a  fermarlo. Meno male aggiungiamo noi! La tempra e la fibra del frontman degli Iron Maiden sembra davvero essere d’acciaio; così all’indomani della pubblicazione del nuovo album della sua band “The Book of Souls” ed in procinto di partire per un massacrante Tour Mondiale che lo vedrà impegnato per quasi due anni, Bruce Dickinson non si accontenta ed incomincia già a pensare alla possibilità di creare un nuovo disco solista. Quello che sarà il follow up dell’ottimo “Tyranny of Soulsè già in cantiere, almeno nella mente del singer, proprio come conferma durante un intervista con Hard Force Magazine France:

«Ho già più di qualche idea, a dire il vero ho delle demo iniziate sulle quali dovrò mettermi a lavorare tra un po'; magari verso novembre o dicembre…non c’è fretta, non mi voglio stressare con tempi e date. Farò delle prove, butterò giù qualche testo e qualche melodia, testerò la mia voce con calma».

Bruce Dickinson ha anche ammesso di avere da parte già circa 6 demo, una delle quali era quella che poi è diventata “If Eternity Should Fail” opener del disco dei Maiden:

«”If Eternity Should Fail” l’avevo pensata per essere la title track del mio album solista, poi io e Steve Harris ci siamo messi ad ascoltarla e lui subito ha pensato di inserirla nel lotto di canzoni di “TheBook of Souls” perchè le tematiche del testo ben si prestavano negli argomenti che trattiamo nel nuovo disco. Io ovviamente mi sono trovato d’accordo con lui, credo che Steve già avesse bene in mente che il filo conduttore fossero le anime, i maya e tutto il resto».

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